Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene (V. Woolf)
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mercoledì 22 ottobre 2014
Pollo alla salsa di soia
Lo so, lo so, lo so. Sono stata imperdonabilmente assente dal blog in questi mesi. Non starò qui a giustificarmi, però Vi prometto che d'ora in poi sarò di nuovo più presente, e Vi riempirò di nuove ricette.
Ripartiamo con un piatto semplice e di sicuro successo, come piace a noi. Si fa velocemente, e riesce sempre -ma proprio sempre- bene. Certo devono piacervi i piatti ben saporiti.
Come ormai sa chi segue da un po' questo blog, non amo molto cucinare la carne rossa, e quindi molto spesso cerco e trovo nuovi modi di cucinare e arricchire quella bianca. Senz'altro questo Pollo alla salsa di soia è uno dei secondi preferiti qui a casa sin da quando l'abbiamo provato questa Estate... provatelo, e non lo lascerete più!
Come sempre -per onore di cronaca- dichiaro che l'ispirazione l'ho ricevuta girando per blog di cucina, e questa volta è venuta da un blog che seguo meno di altri -GialloZafferano- ma con qualche piccola modifica... Il risultato è eccellente soprattutto perché oltre che molto saporito e non banale, il pollo risulta particolarmente morbido e non secco.
Pollo alla salsa di soia
(per due)
-250 gr circa di petto di pollo (sia a fette che intero)
-un cucchiaio di miele dal gusto delicato (tipo millefiori o acacia)
-uno spicchio d'aglio
-una spolverata abbondante di paprika forte (se non amate troppo il piccante potete metterne un po' di quella dolce)
-25 ml di salsa di soia
-zenzero fresco o scorza di limone (non trattato)
-scorza di un lime (o limone) e un po' del suo succo
-un filo d'olio evo
-una manciata di mandorle pelate (ma se non le amate potete evitarle)
Tagliate a bocconcini il petto di pollo. Mettetelo in una ciotola e aggiungete la marinatura: la salsa di soia, il miele, il succo di lime o limone, una grattata di zenzero o la buccia di limone grattugiata, la scorza del lime (ma se non l'avete basta quella del limone), la paprika e lo spicchio d'aglio tagliato a metà. Mescolate energicamente in modo che tutti i bocconcini di pollo siano perfettamente conditi, coprite la ciotola con la pellicola e riponetela in frigo per almeno mezz'ora, ma un'ora è meglio.
Passato il tempo della marinatura, scaldate un filo d'olio evo in una padella antiaderente capiente, versateci il pollo con tutta la sua marinatura e cuocetelo per almeno una decina di minuti girando spesso i bocconcini, fin quando la marinatura si sarà asciugata e il colore risulterà ben caramellato come nella foto. A metà cottura potete aggiungere le mandorle, in modo che si caramellino anche loro...
Servitelo ben caldo, magari accompagnato da verdure o da una bella insalata condita con dei semi...
Una meraviglia!
martedì 4 marzo 2014
Il dolce più facile e veloce del mondo: pane tostato con ricotta, frutta secca e miele
Questo è davvero il dolce più rapido e facile del mondo. Bastano 4 ingredienti (che però devono essere ottimi) e 4 minuti, e avrete pronto un dessert meraviglioso... e anche piuttosto "salutare"... Magari non da presentare a degli ospiti, ma da godersi soli soletti quando ci si vuole coccolare senza piatti troppo elaborati. L'ho letteralmente copiato da una trasmissione americana che ormai non ricordo più, nella quale critici gastronomici parlavano estasiati dei brunch più famosi e -almeno secondo loro- più buoni del mondo. A un certo punto hanno inneggiato a questa "bruschetta" preparata da un locale parigino... e visto che avevo tutti gli ingredienti in casa l'ho provata immediatamente! E devo dire che dà proprio grandi soddisfazioni! Mi raccomando la qualità degli ingredienti! Magari riducendo le porzioni e prestando attenzione all'estetica si potrebbe anche presentare a degli ospiti per un pranzo o un brunch informali...
Pane tostato con ricotta, frutta secca e miele
(per uno)
-una fetta di pane tipo bruschetta
-una cucchiaiata abbondante di ricotta vaccina
-una manciata di frutta secca (pinoli, mandorle, nocciole, noci, pistacchi... quello che avete)
-un filo di miele
Mentre tostate (o bruschettate) il pane, tostate se non è già tostata la frutta secca che avete scelto e fatela a pezzetti non troppo piccoli (si devono ben sentire!).
Spalmate sul pane tostato uno strato (non troppo sottile) di ricotta, cospargete con la frutta secca e infine con un filo di miele... una vera goduria! Anzi, ora vado a farmelo anch'io...
sabato 4 gennaio 2014
Squisita crema di zucca e castagne (e "pancetta"?)
Innanzitutto buon anno nuovo! Non so Voi, ma io durante queste feste sono ingrassata in maniera vergognosa... quindi Vi propongo una ricetta "ipocrita"... solo all'apparenza salutare... in realtà a renderla così buona sono soprattutto le castagne, che proprio dietetiche non sono... e nella ricetta originale era previsto anche il rigatino toscano, ovvero una pancetta tipica (che non vedete nell'orrida foto -a proposito, scusate per la bruttezza dell'immagine ma ancora non sono migliorata- perché io ho preferito evitare). Quella sorta di cialda che vedete invece sul bordo del piatto è fatta con i semi di zucca, ma potete anche evitarla se non volete complicare una ricetta di per sé invece molto semplice.
Comunque, visto che la ricetta alla quale mi sono ispirata è della grande Nadia Mongiat, vi posto anche il link sul quale potete trovarla: http://www.gamberorosso.it/sezioni-speciali/birramoretti/le-birre/item/1018571-halloween-gourmet-e-under30-ricette-a-tutta-zucca-by-nadia-mongiat-vito-giannuzzi-enrico-panero
Crema di zucca e castagne
(per due)
Per la crema:
-50 gr di cipolla bianca
-300 gr di zucca gialla pulita e tagliata fine
-50 gr di castagne
-sale q.b.
-pepe q.b.
-un filo di olio evo
-una fetta di rigatino toscano (pancetta, ma viene buonissima anche senza)
Per la cialda di semi di zucca (se volete cimentarvi)
-105 gr di farina 00
-10 gr di farina di castagne (io non ce l'avevo però eh)
-4 g di lievito per pizza, pane, etc...
-1 cucchiaino di olio di semi di zucca (io l'ho sostituito con olio evo)
-2 grammi e mezzo di sale
-acqua
-semi di zucca
In una padella capiente fate imbiondire la cipolla tagliata finemente con un filo d'olio evo, aggiungete la zucca tagliata molto fine, salate (non troppo! Mai!) e coprite con un coperchio, facendo cuocere a fuoco lento. Nel frattempo incidere le castagne e cuocetele in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti circa, dopodiché si sbucceranno facilmente. (Se avete optato per l'aggiunta di pancetta, tagliate a striscioline la fetta di rigatino toscano, rosolatelo in padella e scolatelo dal grasso su carta assorbente.) Quando la zucca sarà ben cotta, frullatela insieme alle castagne... et voilà, questa squisitezza è pronta... servitela con una macinata di pepe (e se avete optato per la pancetta, accorpatela alla crema) e vi leccherete i baffi!
Per la cialda, impastate tutti gli ingredienti aggiungendo acqua fino ad ottenere un composto elastico, accorpando per ultimo il sale, e fate lievitare. Stendete l'impasto più sottile che potete, tagliatelo nelle forme che più vi piacciono, aggiungete i semi di zucca in superficie e cuocete in forno preriscaldato a 200° per 5 minuti circa.
giovedì 21 novembre 2013
Frittelle di mele!
Dai, per una volta concedetemi (e concedetevi) un fritto! Non lo faccio mai! Però questa volta ho voluto provare questa tipica ricetta altoatesina... e ne è valsa la pena! Qualche giorno fa mi è capitato sotto gli occhi un video del Gambero Rosso su come preparare le frittelle di mele (qui il link http://video.gamberorosso.it/it/chef/frittelle-di-mele )... e da lì la voglia non è più andata via. Così ho provato per la prima volta questo dolce facilissimo, e il risultato è nettamente superiore alla difficoltà nel prepararlo! Ovviamente, essendo un dolce diffusissimo, ne esistono tantissime versioni, ma tutte le ricette credo abbiano le seguenti caratteristiche in comune: occorrono pochi e semplici ingredienti, la preparazione è velocissima, e il risultato è strepitoso!
Frittelle di mele
-due mele (golden -se volete un sapore leggermente più acidulo granny smith)
-un uovo
-due cucchiai circa di zucchero
-65 gr di farina
-un goccio di grappa (o simili)
-vino bianco secco q.b.
-succo di limone
-zucchero a velo
-cannella in polvere
Dividete il tuorlo dalla chiara dell'uovo. In una ciotola sbattete il rosso, aggiungete un cucchiaio raso di zucchero, e sbattete ancora. Aggiungete 65 gr di farina setacciata (per evitare che si formino i grumi), un minuscolo goccio di grappa, e vino bianco secco a poco a poco, sbattendo con la frusta fino a formare una pastella né solida né troppo liquida, senza grumi. Mettete la pastella ottenuta in frigo per una mezz'ora.
Nel frattempo sbucciate le mele. Tagliatele a fettine di non più di 1 cm di altezza (anche meno), e privatele del torsolo con un coltello (se avete il levatorsoli ovviamente potete farlo quando la mela è ancora intera). Bagnate le fettine con il limone in modo che non si anneriscano e passatele nello zucchero.
Montate a neve la chiara dell'uovo con un pizzico di zucchero. Passata la mezz'ora tirate fuori la pastella dal frigo, aggiungete l'albume montato a neve mescolando delicatamente dal basso verso l'alto perché non si smonti.
Ora potete friggere. Usate l'olio che preferite per friggere (io quello di semi) e se volete essere certi che sia alla temperatura giusta fate la prova dello stuzzicadenti. Se immergendolo nell'olio si formano delle piccole bollicine intorno è pronto. Friggete le vostre frittelle per qualche minuto, finché la pastella risulti dorata. Scolatele su carta assorbente, e quando saranno tiepide spolverizzatele con zucchero a velo e cannella e mangiatele subito... Vi assicuro che ci metterete più tempo a leggere questo post che a prepararle... e saranno un golosissimo successo!
sabato 26 ottobre 2013
Risotto limone e rosmarino
Troppe ricette con la carne nei post precedenti! Sarà bene tornare a un primo semplice, perfetto per i vegetariani, semplicissimo da preparare anche per i meno esperti.
Soprattutto, è la ricetta perfetta per quando non avete uno straccio di ingrediente in casa e dovete creare qualcosa con i rimasugli racimolati, e questo "qualcosa" è davvero squisito!
Provatelo, è semplicissimo e buonissimo!
Risotto limone e rosmarino
(per due)
-180 gr di riso per risotti tipo Carnaroli (aumentate la quantità se la vostra fame lo ritiene opportuno)
-la buccia grattugiata di un limone non trattato (solo la parte gialla, senza arrivare al bianco)
-un rametto di rosmarino
-uno scalogno
-un filo di olio evo
-una spolverata di parmigiano grattugiato
-mezzo litro circa di brodo vegetale
-una macinata di pepe (se piace)
-una nocetta di burro se proprio volete
Preparate il brodo vegetale (con le verdure se siete proprio dei bravi ragazzi, con dado vegetale -possibilmente bio- se siete più pigri come me) e tenetelo caldo per tutto il tempo della preparazione del risotto.
In una padella fate imbiondire lo scalogno tritato in un filo di olio evo, aggiungete il riso e fatelo tostare per un paio di minuti rigirando spesso. Aggiungete la buccia di limone grattugiata (o ridotta a sottili listarelle se avete gli appositi strumenti), date una girata veloce, aggiungete il rametto di rosmarino lavato, e cuocete il risotto come al solito, aggiungendo man mano il brodo bollente e lasciandolo assorbire, finché il risotto non risulterà cotto al dente.
Spegnete il fuoco, aggiungete la nocetta di burro, una spolverata di parmigiano e una macinata di pepe. Date un'ultima mescolata e servite... Buon appetito!
domenica 15 settembre 2013
Polpettone goloso con ricotta, pistacchi, mortadella...
Sono tornataaaaaa!!!!!! Ce l'ho fatta! E vi propongo subito un "comfort food", uno di quei piatti facili da realizzare -e non particolarmente raffinati- più adatti per coccolarsi un po' con una piccola golosità che da presentare a degli ospiti... anche se buonissimi!
Non amando particolarmente la carne rossa io lo preparo con il petto di pollo o di tacchino; ma ovviamente se vi piace il macinato è l'ideale.
Non ho mai avuto una predilezione per il polpettone, ma questa versione un po' più ricca e con l'aggiunta di ricotta (che io adoro) trovata -come spesso accade- sul già citato blog di Sigrid Verbert www.cavolettodibruxelles.it mi ha fatto decisamente cambiare idea.
Queste sono le dosi per un bel polpettone per quattro o più persone; spesso io le dimezzo (compreso un complicatissimo mezzo uovo!), e sono comunque capace di mangiarmene quantità vergognose... perché è proprio buono!
Polpettone goloso
-1/2 kilo di macinato (o petto di pollo/tacchino che dovrete macinare insieme alla mortadella)
-un etto di mortadella macinata
-80 gr di parmigiano
-70 gr di ricotta
-una manciata di pistacchi
-un uovo
-due cucchiai di prezzemolo tritato
-una puntina d'aglio tritato (secondo me non necessaria, ma se vi piace...)
-una spolverata di cannella (ebbene sì, ci sta bene, ma se proprio vi disturba potete eliminarla)
-un pugno di mollica di pane, bagnata nel latte e poi strizzata
-sale e pepe q.b.
-un filo d'olio evo
-un bicchiere di vino bianco
Amalgamate molto bene -anzi, direi alla perfezione- tutti gli ingredienti, quindi carne e mortadella macinata, parmigiano, ricotta, pistacchi, uovo, prezzemolo, aglio se avete deciso di metterlo, un pizzico di cannella, la mollica di pane ben strizzata dal latte, una macinata di pepe e sale. Se l'impasto dovesse risultare troppo morbido per dargli una forma, aggiungete un pochino di pangrattato.
Formate il polpettone, sistematelo su una teglia rivestita di carta da forno, versate nella teglia un bicchiere di vino bianco, un filo d'olio evo e infornate in forno preriscaldato a 180° per una quarantina di minuti, o comunque finché non si sarà formata una crosticina dorata.
Lo divorerete! Buon appetito!
domenica 19 maggio 2013
Pollo con ananas e frutta secca
Manco dal blog da due mesi ormai... Gli impegni lavorativi, la stanchezza e varie altre vicissitudini mi hanno tenuta lontana non tanto dalla cucina, quanto dallo schermo e dalla tastiera... Se non altro, l'imminente chiusura del mio contratto lavorativo mi permetterà di essere un po' più attiva e presente qui sul mio amato ma tralasciato blog di cucina...
Torno con un piatto facilissimo anche per chi non è uno chef provetto, che riesce sempre bene con gran velocità, e ideale in questo periodo per la presenza di un frutto che alleggerisce anche i piatti di carne durante i periodi caldi. La ricetta originale prevede gli anacardi come frutta secca, ma di volta in volta mi sono ritrovata a sostituirli con mandorle, noccioline, etc... e posso assicurarvi che -per esempio- le noccioline sono un sostituto eccezionale, se non migliore... Potete usare indifferentemente brodo di pollo o brodo vegetale, potete sostituire la maizena con la fecola o con una spolverata di farina, e l'acquavite con grappa e qualunque altro superalcolico vi troviate in casa... Insomma, il rischio fallimento è praticamente zero!
Pollo con ananas e frutta secca
(per due)
-tre fettine di petto di pollo (250-300 gr circa)
-tre fettine di ananas fresco
-50 gr di frutta secca (perfetti gli anacardi e le noccioline)
-un cucchiaino di maizena (o una spolverata di farina)
-un cucchiaino di zucchero
-mezzo bicchiere di brodo
-un cucchiaino di acquavite (o grappa, o altro superalcolico)
-olio evo
-sale
Preparate mezzo bicchiere di brodo. Tagliate a pezzi il petto di pollo, e tagliate a piccoli dadini l'ananas. Scaldate in un tegame due cucchiai di olio evo, unite l'ananas e il mezzo bicchiere di brodo e portate a bollore. Aggiungete il pollo, fate sciogliere un cucchiaino di maizena in un po' d'acqua fredda e unitela a resto (oppure spolverizzate il pollo con un po' di farina). Salate leggermente, quindi unite la frutta secca tritata grossolanamente (lasciate dei pezzi piuttosto grossi). Infine, aggiungete un cucchiaino di zucchero, un cucchiaino di acquavite (o grappa, o quel che è) e uno di olio evo. Lasciate cuocere per un totale di circa 15 minuti e... servite caldo! L'accompagnamento ideale sarebbe un po' di insalata o un po' di riso basmati leggermente speziato (per esempio con del pepe). Buon appetito!
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domenica 10 marzo 2013
Pasta con pancetta e pesto di pistacchi
Un primo piatto facilissimo e -modestamente- eccezionale. Sarà pur vero che in questo periodo sto postando poche ricette, ma è anche vero che sono dei piccoli capolavori!
Questa pasta è semplicissima da preparare, velocissima e davvero buonissima!
Avete due possibilità: preparare il pesto di pistacchi in casa visto che è molto semplice e rapido, oppure comprare quello già fatto, assicurandovi però che sia davvero buono, e fatto semplicemente con pistacchi, olio e sale, senza strani ingredienti in aggiunta. Se quello comprato è così semplice, la pasta vi verrà altrettanto buona!
Per quanto riguarda la pancetta, io ho usato quella arrotolata, ma immagino che quella tesa, purché affettata anche questa sottilmente, vada altrettanto bene!
Pasta con pancetta e pesto di pistacchi
(per due)
-pasta (io ho usato la cosiddetta "calamarata" che vedete nella foto)
-due piccole cipollette bianche
-olio evo
-5/6 fettine di pancetta arrotolata affettata sottilmente
-una spolverata di parmigiano grattugiato
-un paio di cucchiai di pesto di pistacchi, che si fa con:
-50 gr di pistacchi
-qualche grano di sale
-una macinata di pepe
-olio evo fino a formare una crema
Il condimento è talmente veloce che potete prepararlo mentre scaldate l'acqua e cuocete la pasta. Tagliate sottilmente le due cipollette e fatele imbiondire in un filo d'olio evo. Aggiungete la pancetta tagliata a striscioline sottili. Quando la pancetta sarà rosolata aggiungete il pesto e girate bene per far amalgamare il tutto. Come avete preparato il pesto se non lo avete comprato? Basta frullare nel mixer i pistacchi con qualche grano di sale e una macinata di pepe, aggiungendo poco alla volta l'olio necessario per formare una crema abbastanza omogenea (qualche pezzetto di pistacchio rimasto integro non guasta). Spegnete il fuoco se la pasta non è ancora pronta per non asciugare troppo il condimento. Scolate la pasta tenendo da parte come al solito un po' d'acqua di cottura (la schiuma bianca dell'amido) e versatela nella padella del condimento riaccendendo il fuoco bassissimo, aggiungete il parmigiano e mescolate bene. Se dovesse risultare troppo asciutta, amalgamatela con un po' dell'acqua di cottura. Infine, se vi piace, aggiungete una macinata di pepe. Lasciatemi usare una figura abusata: vi leccherete i baffi!
lunedì 28 gennaio 2013
Curry di pollo all'indiana
Manco da quasi due mesi dal mio amato blog... e quindi sono costretta a tornare alla grande, con una delle ricette meglio riuscite non solo negli ultimi tempi, ma in generale nella mia cucina. Quando ho assaggiato la salsa, non riuscivo a credere che una tale meraviglia fosse uscita dalle mie mani...
La ricetta l'ho trovata in fondo a un libro che a dir la verità ho trovato piuttosto bruttino, "Gli ingredienti segreti dell'amore" (forse già il titolo melenso avrebbe dovuto insospettirmi) di un tale Nicolas Barreau, edito da Feltrinelli. Nelle ultime pagine del romanzo appunto, sono riunite le ricette di cui si parla nel libro, e c'era anche questo "Curry d'agneau à l'indienne". Ora, già non sono un'appassionata di carne, cucinare l'agnello era per me davvero impossibile, quindi ho commesso il sacrilegio e ho sostituito la carne d'agnello prevista dalla ricetta di un famoso ristorante parigino con quella di pollo, che come al solito ha il difetto di risultare un po' più secca... e non è l'unico cambiamento operato... ma vi assicuro che la salsina è talmente buona da compensare ogni piccolo modifica... e ovviamente nulla impedisce a Voi di usare la carne e gli ingredienti esatti della ricetta originale (risalente ben al 1927 secondo il libro)!
Curry all'indiana
(per quattro)
700-800 gr di sovracoscia di pollo (o petto)
quattro scalogni (o una cipolla grande o due cipolle medie)
farina q.b.
una mela
una banana
un'abbondante spolverata di curry
un'abbondante spolverata di paprika dolce (più un pizzico di quella forte se gradite)
sale grosso q.b.
olio evo q.b.
un bouquet garnì (timo, alloro, prezzemolo)
per il riso di accompagnamento
320 gr di riso basmati
una decina di pomodorini
mezza mela
olio evo q.b.
un ciuffo di prezzemolo
Tagliate a pezzi la carne e rosolatela in una casseruola nell'olio evo per cinque minuti. Tagliate a pezzetti molto piccoli la mela e la banana, aggiungetele alla carne e amalgamate bene il tutto. Tritate lo scalogno e la cipolla, unite al resto e lasciate amalgamare per altri cinque minuti. Unite il curry e la paprika, amalgamate. Spolverizzate con la farina e coprite il tutto a filo con l'acqua. Aggiungete con parsimonia un po' di sale grosso e il bouquet garnì (io ho fatto così: avevo timo e allora secchi e prezzemolo fresco, li ho messi in una garza -sì, proprio quella medica- e ho formato un sacchetto con lo spago da cucina, che ho buttato nella casseruola e tirato fuori a fine cottura. Ma potete anche legare semplicemente il mazzetto di erbe con lo spago). Lasciate sobbollire il tutto con il coperchio per 40-50 minuti (aumentate il tempo se avete optato per l'agnello) fino a formare una spendida cremina (aggiungete acqua mano a mano se si secca troppo, ma non dovrebbe). A fine cottura eliminate il bouquet (garza o mazzetto che sia).
Nel frattempo avrete preparato il riso basmati condendolo con la mela tagliata a dadini e saltata in padella, i pomodorini tagliati a cubetti e il prezzemolo tritato... e servitelo insieme al vostro meraviglioso curry all'indiana! Vi assicuro che vi commuoverete!
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domenica 2 dicembre 2012
Risotto con melagrana, mandorle e primosale
Ultimamente, vista la stagione, vi sarà capitato di trovare in giro, durante la vostra spesa, un bel frutto di melograno... Di solito lo lascio lì, perché, anche se mi piace quel sapore fra l'aspro e il dolce, è un po' antipatico da pulire e mangiare. Ma stavolta mi hanno regalato questa bella melagrana e mi sono ingegnata per farci qualcosa di creativo. La ricetta che ne è venuta fuori è semplicissima nonostante l'apparenza da "nouvelle cuisine" e, visto il successo in casa, in poco tempo è stata già "sperimentata" più di una volta!
Risotto con melagrana, mandorle e primosale
(per due)
mezzo litro di brodo vegetale (non troppo salato, io ho usato il dado bio)
160 gr di riso da risotti tipo Carnaroli (come al solito aumentate la quantità se avete fame)
olio evo
un cipollotto
100 gr di vino bianco secco
20 gr di granella di mandorle
i chicci di un quarto di melagrana
30 gr di formaggio primosale
Tritate finemente la cipolla e fatela appassire in un filo d'olio evo in una casseruola da risotto. Quando inizia a dorare aggiungete il riso e girandolo spesso fatelo tostare bene per un paio di minuti. Bagnate con il vino e fatelo evaporare bene. Proseguite come al solito la cottura del risotto, aggiungendo mano a mano dei mestoli di brodo fino alla cottura. Nel frattempo tostate leggermente la granella di mandorle. A cottura ultimata spegnete il fuoco e mantecate il risotto con il formaggio primosale tagliato a dadini. Servitelo nei piatti cosparso con la granella di mandorle e i chicchi di melagrana... Verrà bellissimo e buonissimo! Buon appetito!
martedì 13 novembre 2012
The Pesto Project: spaghetti al profumo di menta e pecorino
Ebbene sì, lo confesso: questo è il piatto con il quale mi sto drogando spesso ultimamente, e che di conseguenza propongo con vanto e successo ai miei ospiti da qualche mese a questa parte.
L'accostamento menta e pecorino è piuttosto noto, soprattutto nella cucina laziale... in questo primo piatto è sublime. Inoltre la preparazione è piuttosto semplice, e il risultato è nettamente superiore alla difficoltà nel cucinarlo.
Per comodità io uso la menta essiccata del classico vasetto di spezie, ma ovviamente se recuperaste qualche fogliolina di menta sarebbe perfetto...
Prima di passare alla ricetta però, volevo salutare i miei nuovi amici di Passaparola, corso di italiano per stranieri... Questa ricetta è dedicata a Voi... Spero che da oggi mi seguirete!
Spaghetti con pesto di basilico e menta e scaglie di pecorino
(per quattro)
320 g di spaghetti
120 g di pecorino
300 g di pomodorini ciliegia
30 g di mandorle
un cipollotto
4 cucchiai di parmigiano
una puntina d'aglio
un filo di olio evo
un mazzetto di basilico
tre foglioline di menta o un pizzico di quella secca
sale q.b.
Lavate i pomodorini e tagliateli a spicchi. Tagliate il cipollotto a rondelle, doratelo in una padella larga con un filo d'olio evo, aggiungete i pomodori e cuoceteli a fuoco vivace per circa cinque minuti.
Frullate le foglie del mazzetto di basilico con la menta, un filo d'olio evo, una puntina d'aglio, le mandorle, il parmigiano e pochissima acqua fredda fino ad ottenere un pesto omogeneo.
Riducete a scaglie non troppo piccole ma sottili il pecorino (con una mandolina se ce l'avete, altrimenti con un difficile e attento lavoro di coltello).
Cuocete la pasta in abbondante acqua non troppo salata, scolatela al dente (tenete da parte un po' d'acqua di cottura, come sempre quando si tratta di pesto) e versatela nella padella con i pomodori. Aggiungete il pesto e una parte delle scaglie di pecorino e mescolate rapidamente (se la pasta dovesse diventare un po' collosa potete aggiungere un po' dell'acqua di cottura). Distribuite la pasta nei piatti e aggiungete in superficie le scaglie di pecorino rimaste... e ora gustatevi questa golosità... Buon appetito!
lunedì 5 novembre 2012
Riso alla messicana
Chiedo scusa. La mia lunga, esageratamente lunga, assenza dal blog è imperdonabile, ma un nuovo lavoro mi ha portato via tempo e forze, e devo ancora riequilibrare le mie giornate fra sveglie a orari improbabili, interminabili giornate fuori casa, stanchezza serale tipicamente senile. In tutto questo c'è una novità: dal prossimo giovedì affiancherò la conduttrice di un programma radiofonico di cucina, che si chiama "La Buona Forchetta" e va in onda ogni giovedì appunto, alle 18.30 e per mezz'ora, sulla web radio www.ryar.net Se vi va, prestate un orecchio magari!
Ma bando all'autopromozione e passiamo a questa ricetta tratta ancora una volta dalla salvifica serie di Quaderni di Cucina di Repubblica, per la precisione -di nuovo- dal quaderno numero 15 dal titolo "Cosa c'è in frigo stasera?"
E' una ricetta semplicissima che ha bisogno di ingredienti altrettanto semplici e comuni, fatta eccezione per due spezie particolari, il coriandolo e il cumino, che se non si cucina spesso non sono certo sempre disponibili in dispensa. Però devo ammettere che la prima volta l'ho fatto "all'italiana" più che "alla messicana", perché non ero fornita di entrambe le spezie, ed era buonissimo comunque... certo non c'è confronto con la versione "speziata", lo ammetto.
Riso alla messicana
(per due)
180 gr circa di riso Thai (o Arborio)
200 gr di polpa di pomodoro
mezzo litro di brodo (vegetale o di pollo in base alle vostre preferenze)
una piccola cipolla
uno spicchio d'aglio (io lo preferisco privato dell'anima)
olio evo (due cucchiai circa)
un pizzico di coriandolo fresco
un pizzico di cumino macinato
sale q.b.
pepe q.b.
Preparate il brodo come più vi piace. Frullate la polpa di pomodoro con l'aglio, il brodo, il cumino, il coriandolo e un pizzico di sale e pepe fino ad ottenere un composto omogeneo.
Tritate la cipolla e soffriggetela in un tegame con l'olio evo, aggiungete il riso e fatelo tostare per un paio di minuti. Unite il frullato e cuocete il tutto a fuoco molto basso per circa trenta minuti (ma assaggiate prima!). A questo punto il vostro riso dal gusto sudamericano è pronto, ma se volete potete completarlo con delle sottilissime rondelle di cipollotto... Buon appetito!
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venerdì 14 settembre 2012
Pasta acqua e farina con peperoni cruschi e mollica croccante
Avete presente quella sorta di grossi peperoncini secchi che si notano appesi in collane in Basilicata, ma soprattutto in zona lucana...? No...? Vi faccio vedere una foto:
Si chiamano peperoni cruschi: sono dei peperoni tipici della zona lucana (di Senise se vogliamo essere precisi) piccoli e saporiti (e nonostante assomiglino molto ai peperoncini, non sono piccanti!) che vengono fritti dopo l'essicazione e poi venduti in buste o in "collane". Se non siete reduci da un viaggetto da quelle parti non è così facile trovarli altrove, ma nei negozi gastronomici un po' più forniti li potete trovare senza problemi, anche se un po' più cari (per chi è di Roma da Eataly o da Lucaneria, solo per citarne due dove sono sicura di averli visti, ma sono abbastanza certa che anche in posti tipo i vari Castroni sia più che probabile trovarli) o ancora più semplice online sul sito www.bottegalucana.it per esempio.
Dunque, con questo meraviglioso ingrediente è possibile preparare una pasta semplicissima e buonissima, che non ha bisogno di altri ingredienti particolari, della quale io vado (fin troppo) golosa. Nella mia foto potete vedere le orecchiette, perché occorre una pasta acqua e farina e io avevo a disposizione questa. In Basilicata l'ho vista fatta con i cavatelli, ma va bene la pasta acqua e farina in generale, quindi strascinati, foglie d'ulivo, etc...
Pasta acqua e farina con peperoni cruschi e mollica croccante
(per due)
-pasta acqua e farina (la quantità sta a voi)
-olio evo
-due spicchi d'aglio
-la mollica di due fette di pane casereccio (meglio se raffermo, ma va bene anche fresco)
-un pizzico di peperoncino
-6 peperoni cruschi
Scaldate in una padella quattro cucchiai di olio evo. Aggiungete il peperoncino e i due spicchi d'aglio interi. Quando iniziano a dorare, aggiungete la mollica di pane ridotta in briciole, e girate continuamente con un cucchiaio di legno per pochi minuti, fino a quando risulterà abbrustolita e croccante. Spegnete il fuoco e aggiungete i peperoni cruschi svuotati dei semi e ridotti in piccoli pezzetti.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, e tenete da parte una tazzina di acqua di cottura (il bianco dell'amido in superficie). Scolate la pasta e buttatela direttamente nella padella con il condimento, riaccendendo la fiamma al minimo. Mescolate bene, aggiungendo solo se necessario l'acqua di cottura se la pasta dovesse risultare troppo secca. Et voilà! E' già pronta per essere impiattata e servita! C'è chi una volta nel piatto aggiunge una grattugiata di ricotta salata, ma io la trovo perfetta così!
martedì 4 settembre 2012
Polpettone di tonno e patate
Bentornati a tutti! Penso ormai di poterlo scrivere per buona parte di Noi, tornati alle proprie città per ricominciare con la routine quotidiana... sigh. Il tempo di questi primi giorni di settembre non aiuta l'umore, perciò io mi ostino a postare una ricetta decisamente estiva sia per "temperatura" che per ingredienti, perché mi rifiuto di accettare la fine dell'Estate.
Dunque, del polpettone di tonno esistono varie versioni: con e senza patate, con vari tipi di erbe e spezie, con e senza pangrattato, con più o meno parmigiano, con l'aggiunta di vari ingredienti tipo olive, capperi, pomodorini, etc... e soprattutto c'è chi lo cuoce e chi no... Per ora mi limito ad andare sul sicuro, con la ricetta ereditata dalla mamma, semplicissima e veloce anche per chi di cucina mastica poco (perdonate il gioco di parole), sia in versione "a crudo" senza uovo, che in versione cotta con uovo. In seguito proverò e posterò tutte le variazioni. Accetto volentieri idee e suggerimenti.
Per quanto mi riguarda è una ricetta che appartiene alla categoria del "comfort food", ovvero quei piatti semplici e golosi che ti fanno sentire bene, e che ti coccolano un po' anche quando sei da sola. Sono capace di mangiarne quantità industriali!
Polpettone di tonno e patate (versione senza cottura)
(abbondante per due)
-240 gr d tonno
-tre patate grandi
-due cucchiai di parmigiano (o più se preferite)
-due cucchiai di maionese (che io odio, ma qui neanche si sente)
-una manciata di prezzemolo
-qualche cappero (se non vi piacciono potete eliminarli, ma non temete perché nell'insieme non risultano forti)
Sbucciate le patate e mettetele a bollire in acqua leggermente salata per una ventina di minuti (o comunque finché saranno cotte, ma non sfaldate). Nel frattempo scolate per bene il tonno dall'olio e spezzettatelo molto bene. Aggiungete due cucchiai di parmigiano (o anche di più se vi piace molto), il prezzemolo, la perfida maionese e i capperi tritati finemente. Una volta cotte e scolate bene le patate, schiacciatele e unitele al resto. Mischiate benissimo tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno o con le mani e formate un polpettone. Per tenerlo compatto potete aiutarvi con la pellicola per alimenti. Mettete il vostro polpettone in frigo per almeno un'oretta, dopodiché potrete tagliarlo a fette e servirlo come più vi piace... con maionese se vi piace farvi del male, con insalatina se siete più salutisti...
(versione con cottura)
Seguite la ricetta precedente, ma aggiungete agli ingredienti un uovo ed eliminate la maionese. Formate il polpettone avvolgendolo nella pellicola per alimenti e chiudete benissimo. Immergete il polpettone in acqua bollente per una decina di minuti e poi lasciatelo raffreddare. Anche qui, una volta tagliato a fette potete accompagnarlo come più vi piace... Anche senza niente se è una coccola per Voi! Buon appettito e ancora bentornati!
mercoledì 18 luglio 2012
Rotolini di pollo con sesamo e pomodori secchi
Bene, finalmente un altro secondo (anche se, come al mio solito, di pollo).
Sto iniziando a provare qualche ricetta dall'iniziativa di enorme successo de La Repubblica. Avete presente quella serie infinita di Quaderni di Cucina che si trovano in allegato da un po' di tempo con il quotidiano il venerdì e il sabato...? Esatto, proprio quelli. Io -ovviamente- li sto collezionando tutti (28). Ieri avevo in frigo e in dispensa ingredienti un po' a casaccio che non sapevo come legare fra loro. Ho l'illuminazione: il Quaderno di Cucina de La Repubblica n°15 si intitola "Cosa c'è in frigo stasera?" e lì ho trovato la soluzione. Beh, devo ammettere che ne è uscito fuori un piatto proprio buono, che abbiamo fatto fuori nel giro di qualche istante. Gli ingredienti sono identici, ho cambiato solo la procedura nel chiudere i petti di pollo perché non ci ho capito niente nella loro spiegazione, e questa l'avevo già sperimentata in un mio cavallo di battaglia (che non appena rifarò vi posterò). Inoltre, secondo la ricetta per formare la cremina del ripieno ci vorrebbe il frullatore a immersione, che io mi rifiuto di comprare e utilizzare perché mi fa tanto mamma alternativa e naturista che prepara pappe per bambini. La conseguenza è stata che il mio mixer ha tritato gli ingredienti senza però riuscire a renderli una salsa... beh, il risultato era squisito lo stesso.
Questi rotolini possono essere mangiati sia appena fatti (dopo il taglio risulteranno appena tiepidi), o direttamente freddi, quindi sono perfetti per questo periodo! Abbinamento perfetto: insalata.
Rotolini di petto di pollo ripieni di sesamo e pomodori secchi
(per due)
-4 petti di pollo abbastanza sottili
-50 gr di prosciutto crudo
-30 gr di pomodori secchi sott'olio
-30 gr di semi di sesamo
-una puntina d'aglio
-1/4 di bicchiere di vino bianco
-olio evo
-sale e pepe
Spezzettate i i pomodori secchi e frullateli insieme ai semi di sesamo, l'aglio e un cucchiaio di olio evo (con il frullatore a immersione se ce l'avete, se no va bene anche altro, vedi sopra la differenza). Spalmate i petti di pollo con questo composto, aggiungete delle striscioline di prosciutto (non esagerate o risulta salato!), arrotolateli come involtini e fermate con gli stuzzichini da denti.
Rosolate gli involtini in un tegame antiaderente con un filo d'olio, girandoli ogni tanto. Quando sono dorati aggiungete il vino bianco, salate, pepate, e coprite bene con un coperchio. Lasciate cuocere per una ventina di minuti a fuoco moderato.
Lasciateli intiepidire (o freddare) coperti, e poi tagliate a fette (non troppo sottili) gli involtini per ottenere i "rotolini". Serviteli cosparsi dal fondo di cottura (verrà fuori il classico sughetto buonissimo tipo arrosto!)... Sono buonissimi!
giovedì 12 luglio 2012
The Pesto Project: il trapanese
Era un po' che non postavo un pesto per ampliare il "progetto"... questo è uno dei miei preferiti, tipico siciliano. Siciliani doc mi hanno fornito varie ricette, tutte simili ma comunque diverse una dall'altra, e questa diciamo che è un "riassunto" fra le varie versioni che mi è piaciuto particolarmente, e che trovo piuttosto estivo. Per la presenza del basilico può ricordare il sapore del classico pesto alla genovese, ma ovviamente è ben diverso. Al solito quando si tratta di pesto non so darvi quantità esatte, ma come sempre piccole variazioni di quantità non cambiano la bontà!
La pasta più adatta sarebbero le cosiddette "busiate", ovvero una sorta di trenette siciliane, ma secondo la mia modesta opinione vanno benissimo sia le caserecce che i fusilli del tipo elicoidale che vedete nella foto.
Come già ho detto altre volte il pesto andrebbe fatto nel mortaio... ma chi ne ha voglia...? Quindi anche per questo uso il mixer avendo solo l'accortezza di mettere le lame in freezer una mezz'ora prima di usarle.
Pesto alla trapanese
(per due)
-50 gr di mandorle tostate e pelate
-una manciata di foglie di basilico
-una puntina d'aglio (variate le dosi in base alle vostre preferenze)
-un grosso pomodoro maturo
-olio evo q.b.
-pecorino/parmigiano grattugiato (variate le dosi in base alle vostre preferenze)
-sale e pepe
Sbollentate il pomodoro per pochi minuti, pelatelo, privatelo dei semi e tagliatelo a pezzetti. Mixate con le mandorle, una presa di sale, l'aglio, il basilico, una spolverata di pepe nero, un paio di cucchiai tra parmigiano e pecorino (come preferite) e un filo d'olio, che aggiungerete poco alla volta fino ad ottenere un pesto della giusta consistenza. Assaggiate ed eventualmente regolate il sale. Lasciate riposare mentre bollite l'acqua e cuocete la pasta al dente. Mi raccomando, come sempre conservate un po' di acqua di cottura della pasta (prendendo la parte bianca in superficie) per amalgamare bene se al momento di condire la pasta con il pesto dovesse risultare troppo "secca". Voilà! Il pesto alla trapanese è fatto... ed è davvero squisito! Buon appetito!
martedì 3 luglio 2012
E dalla Grecia... Tzaziki!
Considerata l'afa impietosa di questi giorni sono costretta a continuare con ricette fresche, che non prevedano l'uso di fornelli né piatti caldi. Questa è una famosissima ricetta greca che ho trovato in decine di versioni diverse, io ho optato per la più semplice. In Grecia ve la ritrovate praticamente dappertutto, da sola, in insalata, accanto a pesce e carne... Io ci ho fatto un semplice pinzimonio di verdure perché ho notato che oltretutto -se optate per lo yogurt magro- è anche dietetica! Come sempre è possibile sostituire a vostro piacimento gli ingredienti, a partire dallo yogurt: è preferibile quello greco perché è più denso -e ultimamente sono in commercio anche le versioni con meno grassi- ma ogni tanto io ho usato lo yogurt di Vipiteno a 0,1% di grassi, ed è venuto comunque molto bene. Altra sostituzione le erbette... c'è chi usa l'aneto, chi la menta, chi l'erba cipollina, chi l'erba aglina... Insomma, usate il vostro gusto! Il sapore verrà pur sempre molto delicato, nonostante la presenza di ingredienti piuttosto pesanti, quindi qualche altra pietanza di accompagnamento, che sia anche del semplice pane, ci vuole... Attenzione agli appuntamenti! C'è l'aglio!
Tzatziki
(per un piattino di salsa)
-un vasetto di yogurt bianco (non zuccherato)
-mezzo cetriolo
-una puntina d'aglio (se volete sostituite con erba aglina)
-un pizzico di menta
-un filo d'olio evo
-un filo di aceto bianco
-sale q.b.
Prima di tutto grattugiate il cetriolo e mettetelo a scolare in un colino. Nel frattempo frullate lo yogurt con una puntina d'aglio (o un paio di fili di erba aglina), un pizzico di menta, pochissimo olio, pochissimo aceto e pochissimo sale. Ottenuta la salsa strizzate bene il cetriolo grattugiato e aggiungetelo mescolando bene. Se vi piace decorate con un po' di erba aglina o di erba cipollina tritata finemente... e abbinate con ciò che preferite!
giovedì 21 giugno 2012
¡Cocina española! Ajoblanco
Con il caldo di questi giorni va da sé che debba proporvi qualcosa di fresco e facilissimo da preparare. In quanto a zuppe fredde gli spagnoli non si battono, quindi questa settimana aggiungo un'altra ricetta alla serie "cucina spagnola". Questa è un po' la versione "in bianco" del salmorejo che già vi ho proposto (vedi ricetta http://cucinoergomangio.blogspot.it/2012/03/cocina-espanola-el-salmorejo_16.html) anche se ovviamente non contiene il pomodoro. Non a caso è un'altra ricetta tipica di Cordoba, e io come al solito vi propongo rigorosamente la ricetta originale dal mio fidato "300 Recetas de Cōrdoba". Andrebbe servita con acini di uva bianca e pezzetti di mela verde, ma a mio modesto parere la mela da un sapore davvero troppo acidulo e quindi vi suggerisco di limitarvi all'uva.
Le porzioni sono piuttosto abbondanti per due persone, e la quantità può essere trasformata in un antipasto per quattro. E' davvero squisita, l'importante è che non abbiate un appuntamento importante in vista perché l'aglio potrebbe darvi qualche noia...
Ajo blanco cordobés
(abbondante per due o antipasto/assaggino per quattro)
-75 gr di mandorle non tostate senza buccia
-100 gr di mollica di pane bianco
-mezzo spicchio d'aglio
-abbondante olio evo (1/4 di bicchiere circa)
-1 cucchiaio di aceto
-mezzo litro d'acqua circa
-sale q.b.
-uva bianca
Bagnate e strizzate la mollica di pane. Frullatela con le mandorle, il mezzo spicchio d'aglio, l'olio evo, l'aceto e una presa di sale. Aggiungete poco alla volta l'acqua fredda fino ad ottenere una crema né troppo liquida né troppo densa. Se l'idea vi piace servite la crema distribuendo sulla superficie gli acini d'uva tagliati a metà e privati dei semi o, ancora meglio, ridotti a cubetti. Squisita. Buen provecho!
mercoledì 13 giugno 2012
Crema di fave
Forse una crema di legumi può sembrare non proprio adatta al clima caldo di questi ultimi giorni, ma volevo sfruttare gli ultimi giorni di disponibilità delle fave fresche (che -come ormai avrete capito- io adoro) prima che finisca la loro stagione e io debba ricominciare ad accontentarmi di quelle surgelate (che oltretutto non sono così facili da trovare). Comunque: questa cremina è molto leggera ed è squisita anche tiepida, quindi niente paura!
Cremina di fave
-circa 300 gr di fave fresche (già tolte dal loro baccello)
-una cipolla
-peperoncino
-aglio (ma meglio ancora due fili di erba aglina)
-brodo vegetale (circa 250 ml)
-olio evo
-pepe se piace
Preparate un leggero brodo vegetale. Nel frattempo sbollentate le fave per una decina di minuti in acqua leggermente salata. Lasciatele raffreddare o raffreddate con acqua fredda, e poi sbucciatele (la pellicina verrà via con una leggera pressione). In una padella capiente dorate la cipolla tritata in olio evo insieme a una punta di peperoncino (se non avete l'erba aglina da frullare più tardi aggiungete ora anche un paio di spicchi d'aglio interi). Aggiungete le fave e lasciate insaporire per un paio di minuti. A questo punto togliete l'aglio (se invece usate l'erba aglina unitela ora alle altre cose da frullare) e frullate tutto aggiungendo poco per volta il brodo, fino a formare una cremina né troppo liquida né troppo densa. Mettetela nei piatti e aggiungete una macinata di pepe se vi piace e un filo d'olio evo... Squisita!
venerdì 1 giugno 2012
Salmone facile facile
Chiedo come al solito scusa a coloro che non amano il pesce, ma ogni tanto una ricettina per noi amanti ci vuole! Questa è davvero semplicissima che più semplice non si può, anche perché i filetti di salmone (tipo quelli dell'ikea per intenderci) vengono bene in qualunque modo, e questa è solo una delle tante idee per aggiungere "un tocco in più"! E' veloce, estiva, buona! Se non avete in casa la bottiglietta di salsa di soia, rubate una bustina durante una delle vostre "visite" al ristorante giapponese, o cinese, o vietnamita... Insomma qualche bustina tenetela sempre in casa!
Filetti di salmone facili facili al sesamo e limone
(per due)
-2 o 4 filetti di salmone (a seconda della vostra fame)
-olio evo
-salsa di soia
-semi di sesamo
-limoni (possibilmente non trattati)
Ungete leggermente con pochissimo olio evo una teglia da forno. Spennellate i filetti di salmone con la salsa di soia (pochissima!), passate il lato superiore dei filetti nei semi di sesamo e fateli aderire. Lavate bene i limoni, tagliateli a fettine sottili, mettete un po' di fettine sul fondo della teglia e adagiate sopra i filetti dalla parte priva di sesamo, e "circondate" i "lati" di filetto rimasti "liberi" con le fettine di limone rimaste.
Infornate in forno preriscaldato a 180° per una decina di minuti e... voilà! Lasciate intiepidire, aggiungete un filo d'olio evo e il piatto è pronto! E non dimenticate un buon vino bianco bello freddo!
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