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martedì 24 gennaio 2012

Pollo al forno con limone caramellato


Ecco la prima ricetta con la carne! Si era già capito probabilmente che non è il mio punto forte, più che altro perché preferisco pesce, verdure, pasta etc... Però con la carne bianca e il pollo in particolare un po' me la cavo, e questo è stato il mio primo tentativo di pollo al forno. Il risultato è molto simile -per chi di voi lo conoscesse- al pollo alla cacciatora, solo che non è fatto in padella. Il sapore è ovviamente più "limonato", e sono rimasta molto soddisfatta dal risultato, e soprattutto dalla salsina "attirapane" che merita la preparazione un po' lunga, ma non difficile, di questo piatto (che -per la cronaca- è tratto ancora una volta dalla rivista Sale & Pepe dell'ottobre 2010... grazie zia!). Come al solito specifico le mie modifiche rispetto alla ricetta originale: la ricetta prevedeva un pollo intero da tagliare in pezzi, mentre io ho usato del petto di pollo, che però per quanto più comodo credo comporti un "rinsecchimento" maggiore della carne. Ho anche ridotto un po' il numero degli spicchi d'aglio, ne ho messi solo tre. Attenzione, un piccolo accorgimento! Il pollo cotto al forno tende ad asciugarsi molto, quindi bagnatelo spesso!

Pollo al forno con limone caramellato

(per quattro)
- un kg circa di pollo tagliato a pezzi
- erbe: rosmarino, salvia, timo
- un bicchiere di vino bianco secco
- 4 spicchi d'aglio
- 2 limoni naturali
- olio evo q.b.
- sale e pepe q.b.

Condite i pezzi di pollo con sale, pepe, un cucchiaio d'olio, due o tre foglie di salvia, un rametto di rosmarino e un pizzico di timo (ma se non avete quest'ultimo ci si può anche rinunciare:). Mescolate i pezzi con le mani, sistemateli in una teglia abbastanza ampia in modo da avere un solo strato di pollo, aggiungete gli spicchi d'aglio sbucciati e i limoni tagliati a spicchietti.
Versate il vino sul fondo della teglia, copritela con un foglio d'alluminio e cuocete in forno a 160° per 50 minuti circa. Poi scoprite la teglia e proseguite la cottura per altri 45 minuti circa, girando il pollo e i limoni almeno due o tre volte, e aggiungendo un po' d'acqua calda ogni volta che si asciuga. Il piatto goloso sarà pronto quando il pollo sarà bello dorato e i limoni caramellati... e la salsina buonissima per farci la "scarpetta"!

venerdì 20 gennaio 2012

Fusilli con pesto rosso al tonno


Ecco un'altra di quelle ricette "non so cosa fare, quindi frullo tutto quello che ho in dispensa nel mixer". E' facilissima come tutti i pesti, e come tutti i pesti non so darvi quantità precise, ma cambiando la quantità dei fattori, la bontà del prodotto non cambia! Oltretutto potete sbizzarrire la vostra fantasia, aggiungendo ai due ingredienti principali -pomodori secchi e tonno- tutto quello che vi passa per la testa (e per la cucina), per esempio eliminando il basilico o sostituendolo con il prezzemolo, oppure eliminando il limone, o ancora sostituendo i pinoli con le mandorle... La riuscita è comunque assicurata! Io vi fornisco gli ingredienti dell'ultima versione che ho preparato, quella nella foto, ma anch'io li cambio/aggiungo/sostituisco ogni volta!

Fusilli con pesto rosso al tonno

(per due)
fusilli (quanti ne volete? Facciamo un 90 gr a persona)
6 pomodori secchi
80 gr di tonno (una scatoletta)
qualche foglia di basilico
qualche goccia di limone
una manciata di pinoli
olio evo q.b.

Come per tutti i pesti, basta mixare insieme tutti gli ingredienti, con un piccolo accorgimento: questo pesto tende a risultare un po' secco, quindi, onde evitare di aggiungere litri d'olio, usate anche l'acqua di cottura della pasta (quella in superficie che forma il bianco dell'amido) per renderlo cremoso. E comunque, prima di scolare la pasta, tenete da parte un po' dell'acqua di cottura nel caso in cui, dopo averla mischiata con il pesto, risulti un po' "secca". Rapido e buonissimo! Buon appetito!

domenica 15 gennaio 2012

Filetti di salmone con noci al rum


Altra ricettina piuttosto semplice preparata a Capodanno, corredata da orribile foto (devo davvero imparare ad usare meglio photoshop...). La ricetta l'ho rubata dalla rivista Sale & Pepe di qualche tempo fa (più precisamente ottobre 2010), a sua volta rubata a una conciliante zia (grazie!), e in realtà prevedeva -cito testualmente- "l'alternativa economica al salmone" cioè la trota salmonata, ma dove andarla a trovare? E, soprattutto, chi aveva voglia di pulirla e sfilettarla? Così -ebbene sì- ho utilizzato i filetti di salmoni dell'ikea, che ho la debolezza di comprare ogni volta nascondendoli fra pacchi di tovaglioli colorati e inutili ma irresistibili oggetti per la casa. Altra 'piccola' modifica: la ricetta prevedeva 25 gr di burro chiarificato, che io come al solito ho sostituito con olio evo, anche perché il procedimento per la chiarificazione del burro non è esattamente divertente. Però immagino che il burro aiuti la "morbidezza" e la cremosità del tutto. Ovviamente la quantità di rum che occorre è minima e, a meno che non siate abituali bevitori dell'alcoolico in questione, sarebbe molto più conveniente trovare quelle meravigliose bottigliette un po' fuori moda con un'esigua quantità di prodotto. Ma nella ressa del cenone sono andata al supermercato e ho arraffato una bottiglia intera di liquido ambrato di una marca piuttosto famosa ma non troppo cara. Risultato: davvero buono! Però se avete altre ricette con rum da suggerire...

Filetti di salmone (o trota salmonata)  con noci al rum

(per due)
2 filetti di salmone (o trota salmonata)
20 gr di gherigli di noce
un piccolo rametto di rosmarino
mezzo bicchierino di rum
uno spicchio d'aglio
farina q.b.
un filo d'olio evo (o 25 gr di burro chiarificato)
sale q.b.

Salate pochissimo i filetti, passateli nella farina e scuoteteli per eliminare l'eventuale eccesso di impanatura. Tritate finemente gli aghi del rosmarino, sbucciate l'aglio schiacciandolo leggermente e tritate grossolanamente le noci. Scaldate l'olio (o il burro) in una padella con lo spicchio d'aglio, unite i filetti e rosolateli per 2/3 minuti per lato, o comunque finché non vi sembrino cotti (non stracotti!) anche all'interno. Eliminate l'aglio, unite le noci e il rosmarino, irrorate i filetti con il rum, fatelo evaporare e... servite!

martedì 10 gennaio 2012

Risotto con prugne e bacon


Innanzitutto scusate per la lunga assenza: sono reduce da una mini-vacanza in Sicilia, più precisamente a Palermo, dove non ero mai stata. Neanche a dirlo la mia "ricerca eno-gastronomica" sul territorio è stata... come dire... piuttosto "accurata". Sono tornata con qualche chilo in più e con ricette e ingredienti che presto butterò nel calderone magico della mia cucina, per poi chiedervi dov'è che ho sbagliato quando -già lo so- i miei manicaretti siculi non risulteranno squisiti quanto gli originali. Nel frattempo vi propongo questo risotto non proprio leggerissimo, ma particolare e gustoso, che ho preparato il giorno di Capodanno. La ricetta l'avevo trovata sul sito della rivista La Cucina Italiana (www.lacucinaitaliana.it) che trovo molto utile per cercare le ricette a partire da un ingrediente che ho disponibile. Come al solito ho apportato qualche modifica che specifico dettagliatamente: come sempre ho sostituito il burro con l'olio evo, ma solo perché IO non amo il burro, quindi fate a gusto personale! La ricetta parlava di prugne "president" mentre io ho usato quelle secche denocciolate. Al posto del brodo di carne ho usato quello di verdure, ma vale lo stesso discorso del burro. Per quanto riguarda il bacon (o pancetta affumicata a fettine) ho seguito esattamente il procedimento della ricetta, ma secondo me il bacon al forno si secca troppo e diventa eccessivamente salato, quindi dovrò trovare una cottura alternativa. Infine: vi fornisco la quantità di zucchine suggerite dalla ricetta, ma dopo averla assaggiata secondo me ci stavano talmente bene che vi suggerisco almeno di raddoppiarla!

Risotto con prugne e bacon

(per due)
160 gr circa di riso (da risotto, tipo Carnaroli)
100 gr di prugne (in realtà io ne avrò usate un 70 gr)
una zucchina
25 gr di pancetta affumicata a fettine
una piccola cipolla
un filo d'olio evo o una noce di burro
una spolverata di parmigiano grattugiato
un "sorso" di vino bianco secco
brodo (per questa quantità di riso ve ne servirà circa mezzo litro)
pepe (meglio se bianco, se no va bene lo stesso :)

Affettate a velo una piccola cipolla e fatela dorare in un filo d'olio o in una noce di burro. Unite il riso e tostatelo per un minuto circa, sfumate con un "sorso" di vino bianco secco e portatelo a cottura bagnandolo con il brodo caldo aggiunto poco alla volta (come si fa un qualunque risotto: ho fiducia in voi! Se no basterà chiedermelo nei commenti). Nel frattempo tagliate a dadini le prugne. Ricavate dalle zucchine alcuni nastri di buccia e rosolateli in padella in un filo d'olio caldo (non sparite nel frattempo! ci mettono un attimo!); fate tostare la pancetta al forno. Quando il risotto sarà cotto aggiungete le prugne, un filo d'olio o una noce di burro, abbondante parmigiano grattugiato e una macinata di pepe. Mescolate, impiattate e guarnite con le fettine di pancetta croccante e i nastri di zucchina. Buonissimo!

venerdì 30 dicembre 2011

Tartufini iper-facili: caprino, pistacchio e arancia


Allora, scommetto che molti/e di Voi forse non da oggi, ma sicuramente domani saranno impegnati con preparativi più o meno piacevoli per il cenone di Capodanno. Una buona soluzione che io adotto spesso in caso di pranzi/cene un po' più impegnativi (cenone o non cenone) è quella di preparare una certa varietà di finger food da sbocconcellare prima dei piatti principali, che sono più facili e veloci da preparare e fanno sempre una bella figura, sia per l'aspetto che per il sapore. Secondo la mia modesta opinione la regina di questi piccoli antipasti si chiama Sigrid Verbert, il suo sito è www.cavolettodibruxelles.it e fra i libri sinora pubblicati ce n'è uno in particolare che per l'appunto si chiama "easyfinger" che è una vera miniera di idee facili e veloci per piccoli antipasti. Lei è una food photographer eccezionale, quindi evitiamo confronti con le mie pessime foto amatoriali. Comunque: la ricetta velocissima che qui vi propongo è presa pari pari da questo libro. Nella foto che vedete ho sostituito il caprino quel giorno introvabile con la robiola, ma vi assicuro che non è una sostituzione altrettanto riuscita. La prima volta li ho fatti con il caprino e non c'è confronto, primo perché la robiola è troppo morbida per fare delle palline dalla forma decente, e secondo perché la ricetta ha bisogno di un formaggio dal sapore un po' più deciso, proprio come il caprino. Sigrid non sbaglia mai!

Tartufini di caprino, pistacchio e arancia

(per una ventina di tartufini)
200 gr di caprino fresco
100 gr di pistacchi al naturale
1 arancia
sale e pepe q.b.

Lavorare il caprino con una forchetta insieme alla buccia grattugiata di mezza arancia, un po' di sale e del pepe macinato. Con le mani bagnate formate delle palline che passerete nei pistacchi tritati grossolanamente (Sigrid Verbert suggerisce di tritarli al coltello, io l'ho fatto con il mortaio) premendo un po' per farli aderire bene. Ed è fatto! Sono già pronti!

martedì 27 dicembre 2011

La quiete dopo la tempesta: crema di zucchine


Innanzitutto buone feste a tutti, anche se un bel po' in ritardo! E poi volevo ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto di aver "propinato" durante queste feste qualcuno dei piatti (pochi) finora qui pubblicati... mi avete davvero fatto un grande onore! Oltretutto qualcuno mi ha anche suggerito qualche "aggiuntina" che secondo me potrebbe proprio migliorare il piatto... E questo è lo spirito che speravo ci fosse in questo blog, un vero "scambio"!

Ma veniamo al dunque: ci vuole poco ad indovinare che -chi più o chi meno- abbiamo tutti fatto un po' di "bagordi" in questi giorni, quindi era d'obbligo una ricettina un po' "salutista", ma che a me piace comunque moltissimo, e che non ci sta male con questo freddino... Vi ricordate quello che avevo scritto qualche post fa a proposito di creme, zuppe, etc... (se non ve lo ricordate andate a vedere il post sulla crema di lenticchie rosse) e cioè che si fanno un po' tutte nello stesso semplicissimo modo...? Ecco, questa ricetta ne è un'altra dimostrazione!

Crema di zucchine

(per due)
-tre zucchine romanesche (potete usare anche le altre, questione solo di gusti e di disponibilità quando fate la spesa)
-una patata (o più) dello stesso peso delle zucchine
-uno scalogno (o una cipolletta)
-olio evo
-un'abbondante manciata di basilico
-un bel cucchiaio di parmigiano (o anche due se vi piace)
-sale
-pepe (se piace)

In una pentola dai bordi alti lasciate dorare lo scalogno (o la cipolla) in un filo d'olio. Aggiungere le zucchine e le patate tagliate a pezzetti, date una mescolata e coprite di acqua bollente (già salata o salatela al momento, comunque non troppo!) superando di un dito le verdure. Lasciate cuocere per 10 minuti/un quarto d'ora, o comunque fin quando le patate non risulteranno cotte (provate a infilzarle con la forchetta!). A questo punto scolate tenendo da parte l'acqua di cottura. Frullate le verdure con una parte del liquido, il basilico e il parmigiano, e aggiungete liquido fin quando non otterrete una crema né troppo densa né troppo liquida.
Una volta distribuita nei piatti, aggiungete una manciata di pepe se vi piace e un filo di olio evo a crudo.
Semplicissima vero?! Ma è così buona... :)

mercoledì 21 dicembre 2011

In gran segreto... i passatelli!


Ci ho pensato molto prima di pubblicare questa ricetta... perché quando si possiede il segreto dei passatelli emiliani, non si è ben disposti a divulgarlo con tanta facilità. Sono una di quelle magie che -quando riescono- ti fanno sentire davvero una Cuoca con la C maiuscola. Ma fa freddo, e un buon brodo è l'ideale per riscaldarsi, quindi sarò magnanima.
Per chi di voi non li conoscesse, i passatelli sono una tipica ricetta dell'Emilia Romagna. Come per la maggior parte delle cose che provengono da quella regione, gli emiliani dicono che è una ricetta tipica emiliana, i romagnoli che è una tipica ricetta romagnola. Quel che so io è che la versione migliore mi è venuta con un pane fatto apposta per i passatelli che mi è stato portato da amici ferraresi, e che la ricetta migliore me l'ha data quello che potrei definire "mio suocero" che è di Forlì. Comunque: sono una pasta fresca all'uovo e parmigiano di una bontà e consistenza commoventi, che si usa soprattutto nel brodo (vegetale o di carne, come preferite). So che vengono conditi anche con il pomodoro o il pesce (ricetta che credo sia dello chef Bruno Barbieri), ma ancora non ho provato queste versioni. La forma che vedete nella foto è stata data con uno schiacciapatate con i fori un po' più larghi: si vendono proprio degli schiacciapatate con il dischetto con i fori intercambiabile apposta per fare i passatelli (lo strumento tradizionale per i passatelli è raro da trovare e non è altrettanto comodo, ma lo vendono online sul sito rigobellostore.com).
Spero che vi riescano perché danno davvero molta soddisfazione, a chi li prepara e al palato!

Passatelli (emiliani?)

(per due)
-due uova
-70 gr di pangrattato
-70 gr di parmigiano
-la buccia grattugiata di mezzo limone
-un pizzico di noce moscata (meglio se appena grattugiata)

Dovete semplicemente lavorare insieme tutti questi ingredienti con le mani -o in una ciotola o su una tavola- fino ad ottenere una palla di pasta che non si attacchi più alle dita, della consistenza della pasta frolla per intenderci. Se la pasta vi sembra un po' troppo "molliccia" niente paura, aggiungete mano a mano in egual misura pangrattato e parmigiano, fino ad ottenere una consistenza un po' più "solida".
Ora schiacciate la pasta o con il ferro per i passatelli sopra citato o nello schiacciapatate usando il disco con i fori larghi. Tagliate mano a mano i "vermicelli" che usciranno ad una lunghezza di circa 5 cm (o comunque come preferite voi). Poi cuoceteli nel brodo per almeno 3 minuti e... godeteveli!